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Una tragedia ha colpito Milano, dove un inseguimento stradale ha portato alla morte dell'agente della Polizia Locale, Francesco Imprezzabile, di 39 anni. L'incidente è avvenuto la sera del 22 giugno 2026, in via Milano a Peschiera Borromeo, nei pressi del fiume Lambro e dell'aeroporto di Linate. L'agente stava cercando di fermare un SUV, un'Audi Q7, che non si era arrestato a un posto di blocco nel quartiere di Ponte Lambro. Durante l'inseguimento, ha perso il controllo della moto di servizio, finendo fuori strada. Nonostante i tempestivi soccorsi, l'agente è deceduto poco dopo le 22:30 a causa delle gravi ferite riportate.
Dopo l'incidente, le forze dell'ordine, tra cui Polizia Locale, Polizia di Stato e Carabinieri, hanno avviato una vasta operazione di ricerca per rintracciare il conducente del SUV. Il veicolo è stato trovato abbandonato a Pioltello, e nelle ore successive un'operazione congiunta ha portato al fermo del presunto guidatore e di un complice in provincia di Monza e Brianza. Le prime informazioni indicano che entrambi i fermati sono cittadini albanesi, con il conducente che ha 26 anni.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Milano, sono in fase di sviluppo. La pm Francesca Crupi sta aprendo un fascicolo per omicidio stradale e fuga pericolosa, reato recentemente introdotto nel codice della strada. È stata disposta anche l'autopsia sul corpo dell'agente. Gli investigatori stanno cercando di chiarire se la caduta di Imprezzabile sia stata un incidente o se il SUV in fuga lo abbia deliberatamente speronato.
La morte dell'agente ha suscitato una forte emozione a livello nazionale. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso il suo cordoglio, sottolineando il sacrificio dell'agente impegnato nei servizi di controllo. Anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha voluto rendere omaggio al lavoro delle forze dell'ordine, affermando che l'Italia non dimentica il sacrificio di chi lavora per garantire la sicurezza dei cittadini. Altre dichiarazioni di condoglianze sono arrivate dal Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, e da altri esponenti del governo, evidenziando il dolore collettivo per la perdita di un servitore dello Stato.
