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Un recente studio condotto da Generational ha messo in luce una questione cruciale riguardante la salute delle batterie dei veicoli ibridi plug-in (PHEV). Tradizionalmente, l'ansia per il degrado delle batterie è stata associata alle auto completamente elettriche, ma i risultati di questa indagine dimostrano che anche i proprietari di PHEV devono prestare attenzione. L'analisi ha coinvolto un campione di 1.000 veicoli ibridi, spaziando da modelli nuovi a quelli con oltre 250.000 chilometri percorsi.
I dati emersi rivelano che le batterie dei veicoli ibridi mostrano segni di usura più marcati rispetto a quelle delle auto elettriche pure. In particolare, il cosiddetto Stato di Salute (SoH) medio delle batterie PHEV è risultato pari al 94,27%, rispetto al 94,94% delle batterie delle auto a zero emissioni. Inoltre, la variabilità dell'usura nelle PHEV è più alta, con una deviazione del 5,48%, segnalando una maggiore incidenza di batterie con SoH inferiore all'85%.
Uno dei fattori chiave identificati nello studio è l'influenza delle abitudini di ricarica sui veicoli ibridi. Le batterie PHEV, essendo più piccole rispetto a quelle delle auto elettriche, sono soggette a cicli di carica e scarica che variano notevolmente a seconda dell'uso. Due scenari principali emergono: i guidatori che ricaricano frequentemente le loro auto per sfruttarle come veicoli elettrici possono accelerare il degrado delle batterie a causa del numero elevato di cicli, mentre coloro che utilizzano l'auto principalmente in modalità ibrida tradizionale tendono a preservare meglio la salute delle batterie, ma rischiano di compromettere l'efficacia ambientale del veicolo.
Oliver Philpott, CEO di Generational, ha sottolineato che il ciclo di vita dei veicoli ibridi è molto più variegato rispetto a quello delle auto elettriche, e che questa diversità di utilizzo influisce tangibilmente sull'usura delle batterie. A tal proposito, Philpott ha rassicurato il mercato affermando che le batterie non stanno collassando su larga scala, ma ha evidenziato la necessità di maggiore trasparenza, soprattutto nel mercato dell'usato, dove il rischio di acquistare un'auto con batteria degradate è elevato.
Per affrontare questa problematica, l'Unione Europea ha annunciato l'introduzione del "Passaporto della Batteria", che entrerà in vigore nel febbraio 2027. Questo documento digitale fornirà informazioni standardizzate sullo stato e l'efficienza delle batterie per tutte le nuove auto elettrificate vendute nel blocco comunitario. Sebbene inizialmente si applicherà solo ai nuovi veicoli, questa misura rappresenta un passo importante verso una maggiore sicurezza e trasparenza nel mercato automobilistico, contribuendo a un monitoraggio più efficace della transizione ecologica.
Cosa significa per il mercato italiano
In Italia, la questione della salute delle batterie dei veicoli ibridi plug-in è particolarmente rilevante, considerando l'aumento delle immatricolazioni di PHEV negli ultimi anni. Le abitudini di ricarica degli automobilisti italiani, spesso influenzate dalla disponibilità di infrastrutture di ricarica e dalle politiche fiscali, possono impattare significativamente sulla longevità delle batterie. Inoltre, l'introduzione del 'Passaporto della Batteria' da parte dell'Unione Europea, che fornirà informazioni standardizzate sullo stato delle batterie, potrebbe migliorare la trasparenza nel mercato dell'usato, un aspetto cruciale per i consumatori italiani. Le normative e le iniziative a livello europeo, quindi, si inseriscono in un contesto nazionale in cui la consapevolezza riguardo alla sostenibilità e all'efficienza energetica è in crescita, influenzando le scelte di acquisto degli automobilisti.
