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Targhe per monopattini: criticità burocratiche e tecniche mettono a rischio la micromobilità

Targhe per monopattini: criticità burocratiche e tecniche mettono a rischio la micromobilità

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Targhe per monopattini: criticità burocratiche e tecniche mettono a rischio la micromobilità

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A pochi giorni dall'entrata in vigore dell'obbligo di targa per i monopattini elettrici, fissata per il 16 maggio, si sollevano preoccupazioni significative da parte delle associazioni di categoria. Assoutenti e Codacons hanno evidenziato due problematiche principali che potrebbero compromettere la regolamentazione della micromobilità urbana: l'inefficienza burocratica nel rilascio dei contrassegni e l'inadeguatezza dei materiali scelti per le targhe.

Il primo aspetto critico riguarda i ritardi accumulati dagli uffici della Motorizzazione Civile. Molti cittadini hanno presentato le richieste per l'assegnazione delle targhe nei tempi previsti, ma si stima che circa 15.000 contrassegni siano ancora pendenti. A partire dal 17 maggio, i monopattini privi di targa rischiano sanzioni pecuniarie fino a 400 euro. Questo scenario è particolarmente preoccupante per le società di sharing, che potrebbero dover ritirare dalle strade migliaia di mezzi, creando un impatto negativo sul settore. Inoltre, Codacons ha avvertito di una possibile ondata di ricorsi da parte di utenti e aziende sanzionati nonostante abbiano rispettato le scadenze burocratiche.

Accanto ai ritardi, emerge un problema tecnico legato alla fragilità delle targhe adesive. Le superfici dei monopattini, caratterizzate da curve e materiali porosi, rendono difficile un'applicazione uniforme delle etichette, aumentando il rischio di distacco prematuro. Inoltre, l'esposizione alle intemperie e alle vibrazioni potrebbe accelerare il deterioramento delle targhe, compromettendo la loro leggibilità. Un ulteriore ostacolo è rappresentato dai microtagli di sicurezza, che rendono l'etichetta inutilizzabile in caso di errore di posizionamento.

Per affrontare queste problematiche, il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, ha proposto alternative più resilienti, come contrassegni rigidi avvitabili o l'uso di QR-code su supporto solido. Queste soluzioni potrebbero garantire una tracciabilità efficace senza i limiti degli attuali adesivi.

Sulla questione è attesa una risposta dal Ministero dei Trasporti, che deve decidere se concedere la proroga richiesta e se rivedere gli standard tecnici del provvedimento. La speranza è di trovare una soluzione che non solo risolva le attuali criticità, ma che possa anche contribuire a un migliore sviluppo della micromobilità in Italia.

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