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Crollo dell'autonomia: il caso del Battery Locking e il malcontento in Cina

Crollo dell'autonomia: il caso del Battery Locking e il malcontento in Cina

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Crollo dell'autonomia: il caso del Battery Locking e il malcontento in Cina

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In Cina, la fiducia dei proprietari di auto elettriche nei confronti dei produttori sta subendo una forte scossa. Negli ultimi tempi, numerosi automobilisti hanno segnalato una preoccupante riduzione dell'autonomia reale dei loro veicoli, che è passata da circa 500 km, secondo il ciclo CLTC, a meno di 300 km nell'uso quotidiano. Questo drastico calo è avvenuto dopo l'installazione di aggiornamenti software OTA (Over-The-Air), i quali hanno, tra l'altro, allungato i tempi di ricarica rapida da 40 a 70 minuti. Al centro di questa controversia c'è una pratica controversa, il "battery locking", che ha sollevato interrogativi sui reali obiettivi di queste modifiche software.

Il "battery locking" si verifica quando i costruttori intervengono a distanza sui parametri del Battery Management System (BMS) dei veicoli, tramite aggiornamenti OTA o riprogrammazioni effettuate durante i tagliandi. Gli automobilisti accusano i produttori di limitare la capacità utilizzabile delle batterie, ridurre la potenza di ricarica e restringere la profondità di scarica, il tutto senza un'informativa chiara e preventiva. Secondo l'analisi di Zhang Xiang, esperto del settore, queste restrizioni potrebbero essere giustificate da motivi di sicurezza, come la riduzione del rischio di fughe termiche e il rallentamento del degrado delle celle. Tuttavia, tali interventi comportano un evidente abbattimento dell'autonomia e un aumento dei tempi di ricarica.

Le autorità cinesi hanno avvertito il malcontento crescente tra i consumatori e hanno reagito introducendo nuove normative per la gestione degli aggiornamenti OTA. A marzo, il Ministero dell'Industria e dell'Information Technology, insieme all'Amministrazione Statale per la Regolamentazione del Mercato, ha emanato direttive più severe, incluse le "Quattro Proibizioni OTA". Queste proibizioni riguardano il divieto di "battery locking" non dichiarato e l'interdizione degli aggiornamenti forzati, con l'obiettivo di garantire una maggiore trasparenza e protezione dei diritti dei consumatori.

Il dibattito attorno al "battery locking" è alimentato da preoccupazioni sulla sicurezza delle batterie, in particolare per quanto riguarda le alte temperature raggiunte durante le ricariche. Test recenti sul sistema di ricarica ultra-rapida di BYD hanno rivelato temperature delle batterie fino a 76°C, suscitando interrogativi sull'efficacia dei sistemi di gestione termica. In seguito a queste polemiche, diversi produttori, tra cui BYD e Tesla, hanno difeso le proprie pratiche, smentendo le accuse e minacciando azioni legali contro chi diffonde disinformazione.

Il nodo cruciale della questione riguarda i diritti dei consumatori. La modifica remota dei parametri di un veicolo senza il consenso informato del proprietario solleva problemi significativi in termini di diritto di proprietà e protezione dei dati. Gli esperti legali avvertono che la mancanza di trasparenza e l'asimmetria informativa tra produttori e consumatori rendono difficile per gli automobilisti comprendere e difendere i propri diritti. Per tutelarsi, le associazioni di consumatori consigliano di disabilitare gli aggiornamenti automatici, tenere traccia delle ricariche e richiedere ispezioni da enti terzi indipendenti in caso di cali prestazionali.

Infine, il contesto del mercato delle batterie per veicoli elettrici in Cina rimane altamente concentrato, con CATL e BYD come principali attori. Le recenti normative potrebbero riformare il panorama degli aggiornamenti OTA e delle pratiche aziendali, ma per ora gli automobilisti devono rimanere vigili e consapevoli della "salute virtuale" dei loro veicoli, un aspetto che diventa cruciale in un'era sempre più dominata dalla connettività.

Cosa significa per il mercato italiano

Il dibattito sul 'battery locking' e sulla gestione degli aggiornamenti OTA ha ripercussioni significative anche per il mercato italiano delle auto elettriche. La crescente attenzione verso la trasparenza e la protezione dei diritti dei consumatori potrebbe influenzare le normative italiane, spingendo i produttori a garantire maggiore chiarezza nelle pratiche di aggiornamento software. Inoltre, la questione della sicurezza delle batterie e dei tempi di ricarica potrebbe impattare le scelte di acquisto degli automobilisti italiani, già attenti a questi aspetti. Le autorità locali, seguendo l'esempio delle controparti cinesi, potrebbero introdurre misure simili per tutelare i consumatori, rendendo il mercato più competitivo e responsabile.

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