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Motori da evitare: la lista dei propulsori meno affidabili sul mercato dell'usato

Motori da evitare: la lista dei propulsori meno affidabili sul mercato dell'usato

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Motori da evitare: la lista dei propulsori meno affidabili sul mercato dell'usato

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Nel panorama attuale dell'automobile usata, l'affidabilità dei motori è diventata un elemento cruciale per gli acquirenti. Mentre il design e le tecnologie avanzate possono attrarre l'attenzione, è sotto il cofano che si nascondono potenziali insidie. Recenti studi hanno evidenziato una serie di motori che si distinguono per gravi problematiche strutturali, con conseguenze economiche significative per i proprietari.

Tra i motori più problematici figura il 1.2 PureTech di Stellantis, comune su modelli Peugeot, Citroën e Opel. Questo motore a tre cilindri presenta un difetto progettuale legato alla cinghia di distribuzione a bagno d'olio, che con l'uso tende a deteriorarsi, causando ostruzioni nel sistema di lubrificazione. La conseguenza può essere drammatica, con il rischio di blocco totale del motore.

Un altro propulsore da evitare è il Ford 1.0 EcoBoost, in particolare nelle versioni prodotte fino al 2020. Nonostante i riconoscimenti ricevuti, ha mostrato gravi limiti di affidabilità, con problemi cronici al sistema di raffreddamento che possono portare a surriscaldamenti e danni alla guarnizione della testata. Inoltre, si segnala un consumo eccessivo di olio.

Il motore diesel BMW 2.0L N47, utilizzato in una vasta gamma di modelli, ha un difetto noto che riguarda la catena di distribuzione. Posizionata nella parte posteriore del motore, può allungarsi e rompersi, provocando danni significativi e costosi agli altri componenti. Gli interventi di riparazione possono risultare onerosi, rendendo questo motore poco desiderabile nel mercato dell'usato.

Altri motori nella lista nera includono il Volkswagen 2.0 TFSI e il 1.6 THP di PSA/Mini, entrambi accusati di un consumo anomalo di olio dovuto a fasce elastiche difettose. Inoltre, sono frequenti i problemi legati alla catena di distribuzione, contribuendo a una reputazione di scarsa affidabilità.

Il motore 1.2 TCe di Renault/Dacia è noto per i suoi gravi problemi di tenuta, che portano a un consumo elevato di olio. Se non monitorato, il livello del lubrificante può scendere pericolosamente, aumentando il rischio di rotture meccaniche. Inoltre, il Mazda 2.2 Skyactiv-D, nelle versioni precedenti al 2018, ha evidenziato problematiche legate all'usura precoce degli alberi a camme e malfunzionamenti del filtro antiparticolato, complicando ulteriormente la situazione per i potenziali acquirenti.

Per coloro che si apprestano ad acquistare un'auto usata, è fondamentale prestare attenzione al codice del motore presente nel libretto di circolazione e verificare l'intero storico della manutenzione. Alcuni veicoli hanno ricevuto interventi di richiamo o modifiche produttive che possono aver mitigato le problematiche, ma è sempre consigliabile consultare un meccanico di fiducia. Così, si può evitare di incorrere in brutte sorprese e garantire un acquisto più sicuro e soddisfacente.

Cosa significa per il mercato italiano

In Italia, la questione dell'affidabilità dei motori usati è di particolare rilevanza per i consumatori, che spesso si trovano a dover affrontare scelte difficili nel mercato dell'usato. La crescente attenzione verso la qualità dei propulsori influisce sulle abitudini di acquisto, spingendo gli acquirenti a informarsi sempre di più sui modelli da evitare. Le problematiche segnalate da esperti e istituzioni come Unrae e ACI, consultabili sui rispettivi siti, evidenziano la necessità di una maggiore trasparenza nel settore, sia da parte dei venditori che dei produttori. Inoltre, la consapevolezza dei difetti strutturali può orientare le politiche di garanzia e assistenza post-vendita, contribuendo a un mercato più sano e competitivo.

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