Il mercato dell'usato in Italia: un'auto su dodici è truffata

Il mercato dell'usato in Italia: un'auto su dodici è truffata

Gamma Auto - DealerMAX
Il mercato dell'usato in Italia: un'auto su dodici è truffata

Negli ultimi anni, il Diesel ha suscitato sospetti nel mercato dell'usato, con domande sulla veridicità dei chilometri percorsi. Tuttavia, la situazione si evolve e ora le ibride sono diventate il nuovo bersaglio per i truffatori in Europa. Secondo i dati recenti, il 14,3% delle Toyota Prius controllate presenta un contachilometri manomesso, un dato preoccupante che evidenzia come questa tipologia di veicolo venga percepita come più affidabile dai compratori, i quali abbassano la guardia. Ogni anno, l'Italia perde oltre 467,5 milioni di euro a causa della falsificazione dei chilometraggi, con gli acquirenti che spendono mediamente il 25% in più per veicoli con chilometraggio alterato. In termini pratici, un'auto venduta a 10.000 euro potrebbe valerne solo 7.500. Sulle auto di lusso, il sovrapprezzo può arrivare a decine di migliaia di euro, e in media, i chilometri manomessi superano i 78.000 per veicolo. A livello europeo, le frodi sui contachilometri costano circa 5,3 miliardi di euro all'anno. Nel 2025, il modello più frequentemente manomesso in Italia è la Renault Mégane, con il 5,7% degli esemplari che presentano chilometraggio alterato e una riduzione media di 40.026 km. Seguono la BMW Serie 3 con il 5,1% e una riduzione di 85.677 km, e la Peugeot 3008 con il 4,7% e 75.407 km sottratti. I casi più gravi riguardano la Mercedes-Benz Classe E, con una media di 116.907 km manomessi, la BMW Serie 5 con 96.585 km e il FIAT Ducato con 96.568 km. Non è solo il mercato delle auto premium a risentirne: tra marzo 2024 e marzo 2025, il 3,6% delle auto nella fascia di prezzo tra 5.000 e 10.000 euro era soggetto a chilometraggio manipolato. In Europa, l'Italia si colloca al secondo posto per trasparenza, con solo il 2,9% delle auto con contachilometri alterati. Tuttavia, il quadro legale richiede miglioramenti, poiché dimostrare la manomissione è spesso difficile. Un caso del 2026 ha visto un acquirente scoprire 160.000 chilometri in più, ma la causa è stata respinta per decadenza. Per proteggersi, si consiglia di richiedere un report della storia del veicolo, controllare il libretto delle revisioni e confrontare l'usura degli interni con il chilometraggio dichiarato. Un volante usurato o una tappezzeria deteriorata su un'auto con chilometri bassi devono essere considerati segnali d'allerta. Nonostante le insidie, l'acquisto di un'auto usata rimane una scelta valida, ma è fondamentale essere vigili, soprattutto con l'aumento delle ibride nel mercato. Come osserva Gamma Auto, l'etichetta ECO non garantisce l'onestà del contachilometri.

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