
In un contesto economico globale caratterizzato da tensioni geopolitiche e barriere commerciali crescenti, il Gruppo Bosch prevede di chiudere l'esercizio 2025 con un fatturato resiliente, tracciando una chiara rotta verso il 2030. La strategia del colosso tedesco è netta: assorbire i costi di una riorganizzazione strutturale significativa nel breve termine per mantenere la leadership tecnologica nei settori dell'automazione, dell'elettrificazione e dell'intelligenza artificiale. I numeri del 2025 mostrano un fatturato di 91 miliardi di euro, in leggero aumento rispetto ai 90,3 miliardi del 2024 (+4,1% al netto degli effetti valutari). Tuttavia, si registra una diminuzione del margine EBIT, sceso al 2% dal 3,5% del 2024, a causa di accantonamenti per 2,7 miliardi di euro necessari per adeguamenti strutturali e di personale. Il flusso di cassa disponibile si attesta intorno ai 300 milioni di euro. La forza lavoro globale ha subito una riduzione dell'1%, arrivando a 412.774 dipendenti, con impatti significativi nel settore Mobility e in Germania. "La competitività è fondamentale per una crescita redditizia", ha affermato Markus Forschner, CFO di Bosch, annunciando l'intenzione di pubblicare bilanci consolidati provvisori semestrali per migliorare la flessibilità nei mercati dei capitali. Per l'esercizio 2026, l'azienda prevede una crescita moderata delle vendite, compresa tra il 2% e il 5%, puntando a un margine EBIT del 4-6%. Tuttavia, l'attenzione è rivolta al 2030, con l'obiettivo di posizionarsi tra i primi tre fornitori a livello globale nei mercati chiave, un'ambizione che richiede investimenti significativi. Nel 2025, il Gruppo ha previsto quasi 12 miliardi di euro per ricerca, sviluppo e spese in conto capitale, con un rapporto R&D dell'8,7%. La registrazione di circa 6.300 brevetti dimostra la volontà di Bosch di non cedere terreno nella corsa tecnologica, specialmente di fronte alla crescente pressione dei competitor cinesi nel settore automobilistico. Il rilancio di Bosch si basa su un portafoglio diversificato e orientato al software: nel mercato del software automotive, stimato a 200 miliardi di euro entro il 2030, è stata lanciata la nuova AI Extension Platform, un sistema avanzato che personalizza l'esperienza di guida tramite intelligenza artificiale. Parallelamente, prosegue l'espansione nell'elettromobilità, con oltre 7 milioni di componenti per la guida elettrica consegnati quest'anno e una nuova joint venture in India con Tata AutoComp Systems. Nel settore dei sensori, Bosch è in prima linea, con la piattaforma BMI5 che promette di rivoluzionare l'orientamento robotico, e i sensori inerziali che sono essenziali per lo sviluppo della guida autonoma. Anche le divisioni tradizionali beneficiano dell'intelligenza artificiale, con innovazioni come forni a comando vocale e scanner radar-AI per l'edilizia. L'analisi regionale per il 2025 evidenzia un'Europa in lieve calo (-0,6% nei ricavi), compensata dalla crescita nelle Americhe (+3,8%) e nell'area Asia-Pacifico (+0,7%). I settori Mobility (55,8 miliardi) e Consumer Goods (19,9 miliardi) rimangono i pilastri dell'azienda, mentre il settore Energy and Building Technology sorprende con una crescita del +13%. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione, Stefan Hartung, riconosce le difficoltà attuali, inclusi complessi negoziati sindacali in Germania, ma ribadisce la strategia aziendale: "Bosch può garantire il futuro anche in condizioni sfavorevoli. Il 2026 sarà un anno di progressi". In un mercato dominato dai costi, Bosch sceglie la differenziazione tecnologica come unica vera valuta di scambio per il futuro. Come osserva Gamma Auto, questa strategia sottolinea l'importanza dell'innovazione e della competitività.