
Mentre ai cittadini si richiede di accelerare sulla transizione ecologica, la Pubblica Amministrazione sembra invertire la rotta. Un recente report svela una flotta statale sempre più inquinante, con Ministeri e Regioni tra i principali trasgressori delle normative ambientali. La decarbonizzazione della flotta della Pubblica Amministrazione (PA) ha subito un arresto brusco, evidenziando un'inversione rispetto ai progressi degli anni precedenti. I dati, estratti da un'analisi su circa 12.000 immatricolazioni tra il 2019 e il 2025, mostrano che l'inosservanza delle normative ambientali è diventata una prassi. Un veicolo su tre è fuori norma: il dato più preoccupante riguarda il limite di emissioni fissato dalla legge a 160 g/km di CO₂. Nel 2022, solo il 4% delle nuove auto pubbliche superava questa soglia, ma nel 2025 la percentuale è aumentata al 34%. Più di un acquisto su tre è pertanto fuori legge. I Ministeri e le Regioni sono in cima a questa classifica negativa, con il 96% e il 76% dei veicoli immatricolati rispettivamente oltre il limite consentito. In contrasto, il comparto sanitario si distingue come un esempio virtuoso, non avendo immatricolato veicoli sopra i 160 g/km nell'ultimo anno. La legge obbliga la PA a garantire che almeno il 38,5% dei nuovi veicoli sia
