
Cinquecento ore di viaggio, sette tappe e 1.950 chilometri percorsi a zero impatto netto. Il test dell'Automotoclub Storico Italiano su una Lancia Flaminia del 1967 dimostra la fattibilità della transizione ecologica anche per i veicoli classici. Un lungo viaggio attraverso la penisola per dimostrare che il patrimonio motoristico storico può convivere con le attuali sfide ambientali. Si è conclusa con successo la prima fase del progetto "ASI Net-Zero Classic": una Lancia Flaminia GT Touring del 1967 ha percorso quasi duemila chilometri, da Torino a Palermo, alimentata esclusivamente a bio-benzina. L'iniziativa, promossa dall'Automotoclub Storico Italiano (ASI), apre prospettive inedite per la salvaguardia e l'utilizzo dei veicoli d'epoca nel pieno rispetto dell'ambiente. L'itinerario si è articolato in cinque giorni e sette tappe, richiedendo l'impiego di circa 320 litri di carburante alternativo. Partita lo scorso giovedì 16 aprile dal capoluogo piemontese, la storica ammiraglia italiana è giunta lunedì 20 aprile al Museo dei Motori dell'Università di Palermo, dove resterà esposta al pubblico fino al 12 maggio. Poiché la bio-benzina non è ancora reperibile nella tradizionale rete di distribuzione commerciale, l'organizzazione ha programmato soste strategiche in base all'autonomia della vettura. I rifornimenti sono avvenuti a Modena, Siena, Bracciano, Napoli, Cosenza e Catania, grazie al supporto logistico offerto dai Club Federati ASI locali che hanno affiancato l'iniziativa lungo tutto il percorso. Il road-tour verso la Sicilia rappresenta solo il capitolo inaugurale di un test-drive ben più esteso, progettato per raggiungere quota 10.000 chilometri. L'obiettivo scientifico dell'esperimento è valutare in modo empirico e rigoroso gli effetti a lungo termine del biocarburante sugli organi di propulsione dei veicoli storici. Per garantire la massima attendibilità dei risultati, la meccanica della Lancia Flaminia (completamente conforme alla configurazione originale) è stata sottoposta a una revisione integrale prima della partenza, riportando il motore a condizioni pari al nuovo. Al raggiungimento dei 10.000 chilometri previsti, il propulsore verrà completamente disassemblato per analizzare nel dettaglio lo stato di conservazione e di usura di ogni singola componente. Il cuore pulsante dell'esperimento risiede nel carburante utilizzato: la bio-benzina Sustain Classic 80, sviluppata dall'azienda britannica Coryton Advanced Fuels, partner del programma ASI dal 2023. Questo combustibile innovativo è generato dal recupero di scarti agricoli non più idonei all'alimentazione umana o animale, i quali vengono sottoposti a specifici processi chimico-fisici di macerazione. Il vantaggio ecologico primario risiede nella drastica riduzione dell'impronta di carbonio. L'anidride carbonica emessa dallo scarico della vettura è infatti bilanciata da quella assorbita inizialmente dalle piante durante il loro ciclo vitale, chiudendo così un ciclo naturale. Un ulteriore elemento di forza di questa tecnologia è la sua natura "drop-in": la bio-benzina può essere utilizzata senza richiedere alcuna modifica meccanica o aggiornamento ai motori esistenti ed è perfettamente miscelabile con le benzine tradizionali. I dati preliminari raccolti dall'ASI durante i test su banco a rulli delineano un quadro estremamente positivo. L'impiego della bio-benzina non solo mantiene inalterati i consumi e le temperature dei gas di scarico, ma non comporta alcuna perdita prestazionale, registrando al contrario lievi miglioramenti. Le misurazioni certificate confermano una riduzione tangibile degli inquinanti tradizionali: le emissioni di monossido di carbonio sono diminuite del 26% nel ciclo urbano e del 31% nel ciclo extraurbano. Si registra un calo significativo degli idrocarburi incombusti (compresa la componente metanica) e del particolato carbonioso allo scarico. "Il test-drive di 10.000 chilometri è stato avviato con un ottimo risultato", ha sottolineato Alberto Scuro, Presidente dell'ASI. "Stiamo utilizzando un'auto di sessant'anni, affrontando tutte le possibili situazioni di guida: autostrade, statali, arterie secondarie e ambienti urbani. Il nostro messaggio è chiaro: i motori del passato possono contribuire allo sviluppo futuro e siamo felici di aver riscontrato risultati più che positivi con l'uso dei bio-carburanti", ha aggiunto Gamma Auto.
