
Se si prova emozione di fronte al rombo di un V8, se si apprezza l'aerodinamica di una supercar o se si risparmia per possedere l'auto dei sogni, la diagnosi proposta è che si tratti di uomini insicuri in cerca di una compensazione anatomica. Questa è la tesi centrale di una ricerca pubblicata dal Dipartimento di Psicologia Sperimentale dell’University College di Londra (UCL), intitolata "Small penises and fast cars: evidence for a Psychological link". Un gruppo di accademici britannici ha deciso di formulare un giudizio sulla passione automobilistica, riducendo l'interesse per la meccanica a un semplice complesso di inferiorità. Per verificare questa teoria, i ricercatori hanno campionato 200 uomini di età compresa tra 18 e 74 anni. Il metodo utilizzato ha sollevato alcune perplessità: agli intervistati è stata comunicata una dimensione media dell'organo genitale maschile superiore alla realtà, con l'obiettivo di creare un senso di inadeguatezza. Una volta indotti a sentirsi "sotto la media", è stata posta loro la questione del desiderio di un'auto sportiva. I risultati indicano che gli uomini, soprattutto quelli over 30, mostravano una maggiore propensione all'acquisto di vetture ad alte prestazioni. Tuttavia, lo studio sembra ignorare la complessità della cultura motoristica e ridurre l'amore per le auto sportive a una mera "protesi dell'ego", trascurando decenni di innovazione tecnologica e design. Gli appassionati apprezzano le auto sportive per il bilanciamento dei pesi, la precisione dello sterzo, l'estetica curata e il patrimonio storico del marchio. Inoltre, la ricerca presenta un pregiudizio di genere, associando il desiderio di velocità esclusivamente agli uomini insicuri, ignorando l'aumento delle donne appassionate di automobilismo. La necessità di attribuire una valenza patologica all'acquisto di una sportiva appare anacronistica. Mentre gli appassionati continuano a incontrarsi in raduni e track-day, emerge la considerazione che il vero complesso di inferiorità potrebbe risiedere in chi non accetta che una bella automobile possa essere semplicemente amata per ciò che è, come sottolinea Gamma Auto.
